venerdì 21 novembre 2025

La destra è tornata a odiare i giornalisti - Beppe Giulietti

SVEGLIA ITALIA


La farsa è finita. Dopo tanta ipocrisia e finta solidarietà la destra ha ripreso l’infinito processo contro Report e Sigfrido Ranucci. Dopo l’audizione nella sede della commissione Antimafia, il processo si è spostato nella commissione vigilanza della Rai: “Quali sono le sue fonti? Perché attacca solo la destra? Forse vuole candidarsi?”. Il solito repertorio, la consueta aggressività, le minacce di sempre, lo stesso torbido clima che ha preceduto le bombe e che costringe Sigfrido Ranucci a viaggiar sotto scorta.

Nulla è cambiato, nulla poteva cambiare perché questa destra odia i giornalisti che ancora fanno domande e osano persino fare inchieste sugli oligarchi al potere. Non sanno neppure che Report ha messo, legittimamente nel mirino, anche gli esponenti del centro sinistra e i loro governi. 

Non è certo colpa di Ranucci, se ogni giorno, si fanno trovare con le mani nel sacco, dal ponte sullo Stretto alle disgrazie di Totò Cuffaro, senza dimenticare la vergognosa vicenda del commissario della autorità per la privacy Agostino Ghiglia. Non possono sopportare che Report, da ultimo, abbia svelato la trama che ha portato alla multa della vergogna, invece di chiedere le dimissioni di Ghiglia, riprendono l’assalto contro Report.

Forse l’obiettivo è quello di buttarlo fuori dalla Rai? Anche perché sanno di poter contare sulla disponibilità dei vertici della Rai, composto da loro uomini di fiducia.

Speriamo che, almeno l’audizione di ieri, abbia convinto ogni singolo componente delle opposizioni che, con questa destra, non si possono fare accordi né sulla presidenza Rai, né sulla nuova legge per la nomina dei vertici del servizio pubblico. Piuttosto denuncino alla commissione europea le continue violazioni del Media freedom act, a partire dalle querele bavaglio, e chiedano vigilanza, ispezione e sanzioni.

Il fatto quotidiano, November-6-2025

lunedì 10 novembre 2025

Bocciatura della rottamazione 5 - Chiara Brusini

 

Le sanatorie seriali, ribadiscono le istituzioni indipendenti audite sulla manovra, alimentano la tendenza a non pagare il dovuto in attesa di nuovi sconti. Anche la nuova edizione comporta una perdita netta per le casse dello Stato. Il governo rivendica che è riservata a chi ha dichiarato tutto, ma non c'è "alcun meccanismo selettivo" che consenta di limitare il beneficio, a quanti sono in difficoltà economiche

Da Bankitalia, Corte dei Conti e Upb tripla bocciatura della rottamazione 5. Crippa (Lega) attacca solo i magistrati contabili: “Vivono su Marte”

La quinta rottamazione delle cartelle esattoriali, inserita dal governo Meloni nel ddl di Bilancio, incassa una bocciatura senza appello da parte di tutte le istituzioni indipendenti che hanno esaminato la manovra. I rappresentanti di Banca d’Italia, Corte dei conti e Ufficio parlamentare di bilancio, auditi giovedì dalle commissioni Bilancio congiunte di Senato e Camera, hanno concordato nel rilevare che il vizio di continuare a proporre sanatorie, condoni e definizioni agevolate ha indebolito la credibilità del sistema fiscale e rischia di alimentare l’evasione, mentre la riscossione continua ad arrancare. Il vice segretario della Lega Andrea Crippa ha ritenuto di commentare solo le valutazioni della magistratura contabile, finita nel mirino di Matteo Salvini per il giudizio negativo sul Ponte sullo Stretto: “La Corte dei Conti vive su Marte“, ha detto, “non si spiegano altrimenti i rilievi senza senso a una pace fiscale che non solo è necessaria, ma è anche doverosa per ridare ossigeno a milioni di cittadini, imprenditori e professionisti onesti”. Il sottosegretario di Stato alla Giustizia, Andrea Ostellari, dal canto suo ha tentato di negare che la sanatoria equivalga a un finanziamento dei contribuenti morosi. Il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti, a margine della propria audizione, si è limitato a garantire che questa rottamazione sarà “l’ultima” e a sostenere che è solo “una sorta di spalmatura” per cui “non pensiamo di perdere gettito”.

Le sanatorie indeboliscono la percezione di certezza del prelievo”

“L’evasione fiscale danneggia la crescita e produce iniquità, sfavorendo le imprese e i cittadini onesti”, ha ricordato in audizione il vicecapo del Dipartimento Economia e Statistica di Bankitalia, Fabrizio Balassone, prima di ricordare che le rottamazioni varate a partire dal 2016 non hanno in alcun modo aumentato l’efficacia nel recupero di gettito – anzi “i pagamenti effettuati sono stati nell’ordine della metà di quanto dovuto” – finendo al contrario per “indebolire la percezione della certezza del prelievo e l’efficacia complessiva della riscossione”. In altre parole: più si rottama, meno si incassa. La quinta edizione non promette di meglio. Come sempre, a perderci sarà lo Stato: stando alla relazione tecnica della manovra, la nuova sanatoria comporterà una perdita di gettito di 1,5 miliardi nel 2026 e di 0,5 miliardi in media nel biennio successivo.

A perderci è ancora lo Stato

Anche la Corte dei conti, che da anni censura ogni intervento di premio a chi evade, nota che gli introiti attesi dal provvedimento (9 miliardi in un decennio) saranno in base alle previsioni dello stesso governo più che compensati dagli effetti negativi sulla riscossione ordinaria, quantificati in 9,7 miliardi. Poi spinge il giudizio ancora più in là, parlando esplicitamente di “rischio di moral hazard”, azzardo morale. Cioè il comportamento opportunistico di chi sa che non pagherà le conseguenze delle proprie azioni per cui è incentivato a rischiare ad agire in modo scorretto. Nel caso di specie, se un contribuente sa che lo Stato periodicamente “rottama” le cartelle o condona le sanzioni ha tutto l’interesse ad aspettare la prossima sanatoria che gli permetterà di saldare a condizioni più favorevoli. Il risultato, annota per l’ennesima volta la magistratura contabile, è che “l’effetto sul gettito netto a medio-lungo termine può addirittura risultare sfavorevole”. La rottamazione cinque non fa eccezione, per quanto il perimetro sia limitato dall’esclusione di chi non ha dichiarato (particolare che non è quindi “sfuggito” alla Corte, come ipotizzato da Crippa): Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo, ha detto che l’intervento “sconta, comunque, le criticità più volte sottolineate dalla Corte, e, in particolare, la possibilità che la misura possa ridurre la compliance fiscale, il rischio che l’erario possa diventare un ‘finanziatore‘ dei contribuenti morosi, incentivando l’omesso versamento come forma di liquidità, l’incertezza sugli effetti sui saldi di finanza pubblica”.

È un problema (anche) di equità: la misura favorisce chi è stato inadempiente rispetto a chi ha pagato regolarmente. Ma non solo: la Corte evidenzia un ulteriore effetto perverso, di natura economica: “La possibilità di una minore tax compliance può spingere alcune imprese a limitare l’esposizione della propria attività mantenendo una dimensione ridotta. Si riducono, in definitiva, gli incentivi alla crescita”. In sostanza, la serialità delle rottamazioni non solo crea un buco nei conti pubblici ma tende pure a cristallizzare il nanismo imprenditoriale.

Benefici anche considerevoli non limitati a chi è in difficoltà”

A completare la diagnosi arriva il parere dell’Ufficio parlamentare di bilancio. Sebbene “la propensione a evadere stia diminuendo”, ha detto la presidente Lilia Cavallari, il fenomeno resta “molto ampio (circa 100 miliardi nel 2022)” e il Ddl Bilancio “interviene solo marginalmente sul fenomeno”. La nuova rottamazione è “un condono limitato all’omesso versamento” e risulta più favorevole delle precedenti “dato che, oltre alla possibilità di estinzione del debito in un’unica rata, viene riconosciuto un allungamento dell’orizzonte temporale di pagamento, che può raggiungere un massimo di cinquantaquattro rate bimestrali”. In teoria, essendo riservata ai contribuenti che hanno dichiarato ma non versato le imposte, si rivolge a persone “le cui irregolarità potrebbero derivare da difficoltà economiche, che conducono all’omissione del versamento delle imposte dichiarate, o da errori nella dichiarazione”. Peccato però che non preveda “alcun meccanismo selettivo” che consenta di limitare il beneficio, “di importi anche considerevoli, solo a coloro in difficoltà economiche, finendo per configurare la misura come uno strumento di sostegno indiscriminato alla liquidità dei contribuenti più che di riscossione coattiva, anche in considerazione dell’allungamento del periodo di rateazione proposto”.

L’Upb ripropone poi un dettagliato riassunto di come sono andate le precedenti rottamazioni, che hanno fatto registrare tassi di decadenza – la quota di contribuenti che dopo aver avuto accesso alla definizione agevolata smette di pagare – fino al 70%. L’edizione del 2016, voluta da Renzi, ha sanato carichi per 28 miliardi con un incasso di 9, a fronte dei 19,7 attesi. La “bis” di Gentiloni, nel 2017, ha chiuso cartelle per 12,9 miliardi: si puntava a ricavarne 9,3, ne sono arrivati 3. La “ter” del governo Conte ha raccolto 8,9 miliardi, meno di un terzo dei 29,4 previsti. L’ultima, targata Meloni, ha visto aderire 3 milioni di debitori con debiti per 81 miliardi: al 31 dicembre 2024 ne erano stati riscossi 12,2 sui 52,8 attesi, anche se il bilancio è ancora provvisorio.

Si tratta di dati ben noti al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che aveva per questo fatto sapere di voler limitare la nuova edizione ai soli “meritevoli” lasciando fuori i recidivi. Il che non è successo. Nel frattempo, l’abnorme magazzino delle cartelle non pagate ha continuato a gonfiarsi, fino a superare i 1.200 miliardi. E l’agente della riscossione ha dovuto fare i conti con un “aggravio di attività” e sottrarre risorse all’ordinaria gestione. Al netto del probabile contrasto tra la nuova rottamazione e la riforma della riscossione messa in cantiere dal governo nell’ambito della delega fiscale, l’Upb conclude ricordando che “una valutazione più completa di questo tipo di interventi dovrebbe considerare anche gli impatti indiretti che aspettative su futuri condoni determinano sulla riduzione dei versamenti per adeguamento spontaneo, della riscossione ordinaria da attività di accertamento e di quella coattiva ordinaria”.

Il Fatto Quotidiano, November-6-2025

giovedì 6 novembre 2025

Sparate sorrisi - Silvana Stremiz





Allenatevi, con i sorrisi.

Spargeteli, seminateli, soffiateli nell'aria come bolle di sapone.

Spalmateli sugli occhi di chi dorme per sognare.

Picchiettateli sulle guance di chi ha appena pianto.

Recuperate i mezzi sorrisi, restauratene la luce.

Danzateli, urlateli, inventateveli, improvvisateli, sussurrateli.

Sparate sorrisi.

Viziateci i bambini.

Sorprendeteci i burberi, gli accigliati, gli imbronciati.

Fatene scorpacciate. 

Imparateli, imitateli, scopiazzate i migliori.

Apriteli, spalancateli, esibiteli, esponeteli, accendeteli.

E poi scioglieteveli in bocca e baciateci la vita…





Caso di Rovigo - meloni "la difesa è sempre legittima" - Ansa redazione



"La difesa è sempre legittima".

Lo scrive sui social la presidente del consiglio giorgia meloni commentando il caso di ieri del proprietario di un immobile a Rovigo che ha ferito un ladro durante una tentata rapina in casa sua e non è indagato in base alle nuove norme sulla legittima difesa.


Ansa, November-5-2025




Dall'altra parte dell'oceano - Il Foglio redazione

 



Euforia Pd, silenzio dei 5 Stelle: le reazioni della sinistra alla vittoria di Mamdani

"La politica della speranza vince sulla paura", Schlein e Avs elogiano la vittoria del nuovo sindaco di New York. Cauti Italia Viva e i riformisti dem: "Incarna tutti i rischi di una sinistra che si definisce soltanto per contrapposizione". M5s e Azione non commentano.

"Un bel risveglio negli Stati Uniti. La politica della speranza vince sulla politica della paura che individua solo nemici e capri espiatori", sono queste le parole di Elly Schlein poco dopo l'ufficialità della vittoria di Zohran Mamdani come nuovo sindaco di New York. E con la segretaria del Partito democratico esulta buona parte della sinistra italiana. Non tutta. Perché ci sono alcuni distinguo. Il Movimento 5 Stelle sceglie, per il momento, la strada del silenzio, come anche Carlo Calenda. Il leader di Azione però, durante la campagna elettorale aveva detto che Mamdani è riuscito a “tenere insieme con successo una parte di intrattenimento con l’azione sul campo dei volontari casa per casa". La maggior parte dei dem segue la linea della leader: Nicola Zingaretti, capodelegazione al Parlamento europeo, ha affidato ai social il suo messaggio parlando della vittoria di un politico che "ha scelto di ricostruire fiducia e di ridare voce ai più fragili", Chiara Braga, capogruppo alla Camera, ha ribadito che "non c'è niente di più progressista di tenere insieme speranze e ricette concrete". Ai festeggiamenti per il nuovo sindaco di New York si aggiunge anche Alleanza Verdi-Sinistra con Nicola Fratoianni che su Facebook ha scritto che il programma di Mamdani è "il nostro programma": "Ha proposto di mettere davanti gli interessi e i diritti della maggioranza delle persone. E la vittoria di Zohran significa che si può fare, negli Usa come in Italia".

 In Italia Viva invece si respira un clima di prudenza, come dimostrano le parole di Ivan Scalfarotto: “L’affermazione di Mamdani è un segno di estrema polarizzazione politica, presente anche in altri paesi. Difficile, in questo schema, fare politica in senso alto". La stessa aria si respira anche nell'area riformista del Partito democratico: la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, infatti, aveva già detto che Mamdani fosse “una scommessa rischiosa” perché “incarna un tentativo genuino di rinnovamento a sinistra, ma anche tutti i rischi di una sinistra che si definisce soltanto per contrapposizione". Il senatore Filippo Sensi ha detto che durante la campagna elettorale il candidato democratico "ha saputo creare un’attesa e una mobilitazione che è andata ben oltre i confini di New York. E, tuttavia, parliamo pur sempre di un orto protetto del radicalismo. La campagna di Mamdani è stata un caso di scuola, obamiana come poche, dall’underdog al successo su scala globale". Ed è proprio questa la parola chiave per comprendere la reazione entusiasta di Schlein: la segretaria del Pd ha iniziato la sua carriera politica facendo la volontaria per la campagna elettorale di Barack Obama sia nel 2008 sia nel 2012, che si sono concluse entrambe con l'elezione a presidente del candidato democratico. E il nuovo sindaco di New York, visto come anti Trump dai dem, viene accostato proprio all'ex presidente americano anche per la novità che rappresenta: Obama è stato il primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti, mentre Mamdani è il primo sindaco musulmano di New York.  

D'altronde non è solo Schlein a vedere delle assonanze tra Mamdani e Obama: è stato lo stesso ex presidente a chiamarlo nei giorni prima del voto promettendogli il suo appoggio, elogiando la sua campagna e offrendosi come “punto di riferimento” per il futuro. Secondo il New York Times, avrebbe parlato con Mamdani delle sfide legate alla formazione di una nuova amministrazione e alla costruzione di una struttura capace di realizzare il programma del candidato. Ma Obama non è il solo ad aver tifato, anche se non ufficialmente, per il neo sindaco: con lui ci sono stati anche i democratici più progressisti come Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez, punti di riferimento della politica di Schlein. Da qui il suo entusiasmo, motivato anche dalle vittorie delle candidate democratiche Mikie Sherrill in New Jersey e Alice Spanberger in Virginia e del referendum del governatore democratico Newsom in California: "La sinistra torna a vincere con parole e programmi chiari su stipendi dignitosi, sanità davvero universale, sul diritto alla casa, sui trasporti e i nidi gratis per chi non ce la fa. Da tutta la comunità del Partito Democratico congratulazioni al nuovo sindaco di New York!".

Il Foglio, November-5-2025




martedì 4 novembre 2025

Garante privacy: dimissioni subito


Quanto emerso dall’inchiesta di Report ha reso evidente che è venuta meno la fiducia nella imparzialità e l’autonomia dell’attuale governanc dell’Autorità per la Privacy. La gestione dell’Autorità sembra segnata da scelte condizionate da appartenenze politiche, e l’inchiesta solleva alcuni dubbi anche riguardo a potenziali conflitti di interesse su cui occorre fare chiarezza.

Si tratta di una situazione che mina la fiducia nelle istituzioni e nel loro ruolo di garanzia. Di fronte a tali evidenze, è opportuno un passo indietro da parte di chi oggi riveste ruoli di responsabilità all’interno dell’Autorità per ricostruire la credibilità e la fiducia che tale istituzione merita. Solo così sarà possibile restituire trasparenza, indipendenza e autorevolezza a un organismo che dovrebbe essere al servizio esclusivo dei cittadini e della tutela dei loro diritti. 

Rai_Report, November_2_2025

Gherardo Colombo: «Dico no alla legge Nordio, sbagliato avere due Csm. E aumenta il potere dei pm che si voleva limitare» -Virginia Piccolillo

 L'ex magistrato: «Il sì di Di Pietro? A volte penso che lui anticipò la riforma»




Gherardo Colombo: «Dico no alla legge Nordio, sbagliato avere due Csm. E aumenta il potere dei pm che si voleva limitare».

Gherardo Colombo, pensa che ci siano punti della riforma Nordio che mettono a rischio l’indipendenza dei magistrati?

«Più di uno: la creazione di un Csm dei pm separato da quello dei giudici; il sistema di nomina, per sorteggio indiscriminato dei componenti magistrati di entrambi; la creazione dell’Alta corte disciplinare e la sua composizione. Riducono a un lumicino indipendenza e autonomia dei magistrati, garanzia per la tutela dei diritti della persona. Con un paradosso: aumenta il potere dei pm che il legislatore diceva di voler limitare».

Il governo dice che autonomia e indipendenza sono nella riforma. Non è così?

«Le regole costituzionali che presidiano la separazione dei poteri si fanno proprio per evitare che si retroceda nella architettura necessaria ad uno Stato di diritto. Separazione dei poteri vuol dire ordine giudiziario indipendente e autonomo dal potere esecutivo».

E quindi?

«Creare due Csm genera una struttura dell’ufficio inquirente molto autoreferenziale, che dovrà per forza prima o poi essere limitata, con un controllo dell’esecutivo sulla politica della repressione dei reati: il super potere del pm dovrà essere limitato. Nel contempo per i giudici l’organo di governo autonomo risulterà molto indebolito poiché non potranno eleggere i suoi componenti, che si dovranno sorteggiare, mentre la componente laica sarà comunque, seppure in via mediata, di espressione elettiva, quindi verosimilmente partitica come già accade ora».

L’Alta corte non è presieduta dal capo dello Stato. Può incidere sull’indipendenza?

«Incidono più circostanze. Si sottrae il giudizio sulla disciplina di giudice e pm al Csm, l’organo che si occupa di tutti gli altri aspetti della sua vita professionale e ne conosce ogni particolare e criticità. Nell’Alta corte si aumenta il numero dei membri di nomina parlamentare rispetto a quelli sorteggiati tra i magistrati. Sempre con i primi estratti da un elenco di scelti e i secondi — cosa che in genere non dispiace ai conservatori — tra gli apici della carriera, i magistrati di legittimità. L’attuale rapporto di 30 magistrati a 10 laici, diventerebbe in ciascun Csm di 9 magistrati a 6 laici. Si passa da due terzi a un terzo nei Csm, a tre quinti e due quinti nell’Alta corte».

Il sorteggio spaventa perché toglie potere alle correnti?

«Non toglie potere alle correnti, che peraltro non possono essere viste come delle specie di associazioni per delinquere. È successo che abbiano fatto accordi opachi per le nomine in importanti uffici giudiziari, che si siano barattate poltrone e avanzamenti. In un caso con personaggi politici: cosa facciamo, sorteggiamo anche i parlamentari? Ma questa non è la cifra delle correnti».

Qual è invece?

«Hanno contribuito, con i loro confronti, ad adeguare alla Costituzione grandi parti della legislazione ereditate dal fascismo, ed anche ora sono stimolo di riflessione sui temi della giurisdizione. E la riforma non toglierà, a chi lo vorrà, il potere di inquinare la vita della magistratura: gli accordi si faranno nei circoli di potere, magari dopo le nomine invece che prima».

Forza Italia ha festeggiato la riforma dedicandola a Berlusconi. Che ne pensa?

«Mi sembra normale che abbiano gioito, e in modo molto evidente. Era nel suo programma, e in quello del governo Berlusconi — oltre che di altri personaggi della storia di questo Paese — ed ha raggiunto lo scopo. Almeno nella fase che compete al Parlamento».

È dai tempi di Mani pulite che vi accusano di invadere la politica. C’è chi vuole la riforma per sanare quel «vulnus». Che effetto le fa?

«Pensare che sia un vulnus applicare le regole dei comuni cittadini anche a chi ha incarichi politici significa credere che la società debba essere organizzata in modo verticale e la giustizia riguardi solo il cittadino comune».

Di Pietro è favorevole alla riforma. La sorprende?

«Non mi sorprende. A volte mi vien da pensare che, per la sua persona, avesse già anticipato la riforma ai tempi suoi».


Corriere della Sera, November-1-2025

Ponte sullo stretto, la Corte dei Conti e il danno erariale: «Rischiano di dover pagare loro» - Alessandro D'Amato

Cosa c'è dietro il cambio di atteggiamento del governo sui magistrati contabili: «Registrare la delibera del Cipess senza l'ok dei magistrati contabili può portare i membri del governo a dover rispondere in prima persona in caso di annullamento dell'iter»

«Se dai un incarico a una società per realizzare un progetto senza fare una gara, senza che abbia i requisiti, a un prezzo non congruo potrai essere chiamato a rispondere del danno erariale causato». A parlare è l’avvocata Aurora Notarianni. Segue l’iter di approvazione del Ponte sullo Stretto di Messina per conto del Wwf. E dice che dietro il cambio di atteggiamento del governo dopo il no al visto di legittimità all’opera da parte della Corte dei Conti c’è una nuova consapevolezza. Quella che registrare la delibera del Cipess senza l’ok dei magistrati contabili può portare i membri del governo a dover rispondere in prima persona in caso di annullamento dell’iter.





Il Ponte sullo Stretto e la Corte dei Conti

Un rischio che avevano ben presente a Palazzo Chigi durante la riunione tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani. Per questo dopo le reazioni del giorno prima, l’esecutivo ha cominciato a tirare il freno della polemica. Anche perché le tensioni tra il governo e i giudici contabili rischiano di peggiorare nei prossimi giorni. Dopo la prima bocciatura dalla Corte dei Conti sul progetto del Ponte, è attesa la decisione sulla convenzione con la società che deve gestire l’opera. Il provvedimento riguarda il decreto approvativo del ministero dei Trasporti del terzo atto aggiuntivo alla convenzione con il concessionario Società Stretto di Messina. Notarianni spiega che l’iter giudiziario potrebbe complicarsi. E finire al Tar e alla Consulta.

Il Tar e la Consulta

Secondo l’avvocata del Wwf «i motivi di ricorso al Tar Lazio contro i pareri della Commissione ambiente e la delibera Iropi trovano un importante sostegno nei rilievi della Corte dei Conti e, auspico, nelle motivazioni del provvedimento che rifiuta il visto di legittimità al Ponte sullo Stretto. Stiamo già lavorando sulle questioni di incostituzionalità». Che sarebbero la mancata conformità sia sotto il profilo ambientale sia sotto il profilo della direttiva Concorrenza e appalti, ovvero l’articolo 72. «Hanno presentato un progetto vecchio, mantenendo lo stesso general contractor, cioè la società che all’epoca vinse l’appalto. Per farlo però ci sono dei limiti: partiamo dal fatto che il costo dell’opera non può superare del 50% il costo del progetto originario», dice Notarianni in un’intervista al Fatto Quotidiano.

Il costo dell’opera e la gara mancata

La legale spiega che il governo ha presentato il vecchio progetto mantenendo lo stesso general contractor. Ovvero la società che vinse l’appalto. Ma il costo dell’opera supera del 50% quello originario. Questa sarebbe una delle motivazione che ha spinto la Corte dei Conti a bocciare l’opera. In più, la Stretto di Messina Spa, che prima era una società privata, adesso è pubblica. Dentro c’è il ministero dell’Economia. E questo significa che «adesso il peso – e i rischi – sono totalmente a carico dello Stato, mentre prima la Stretto Spa doveva fare ricorso anche a capitali privati».

Eurolink e il Ponte

Notarianni spiega: «Eurolink, il contraente che si era aggiudicata l’appalto ha subito modifiche dei soci del consorzio, sia con Condotte Spa sia con Cementiere Ravenna. Entrambe in questi anni sono state soggette a procedure concorsuali e hanno perso i requisti. Mentre la Stretto dichiara di avere sottoscritto un contratto con il monitor ambientale, che adesso non esiste più. Si trattava di Fenice, che adesso è stata acquisita da Edison Next Environment, che è nata da poco e non era quella che aveva stipulato il contratto».

La responsabilità amministrativa e contabile

Ecco perché il governo ha cambiato atteggiamento, quindi: «Forse a mente fredda si sono resi conto che forzare la mano espone il governo, ma anche Cipess e Stretto di Messina Spa, al rischio di responsabilità amministrativa e contabile. Se dai un incarico a una società per realizzare un progetto senza fare una gara, senza che abbia i requisiti, a un prezzo non congruo potrai essere chiamato a rispondere del danno erariale causato». E quindi si sono ammorbiditi perché temono di dovere rispondere in prima persona.

Paola Briguori

Intanto Paola Briguori, membro del direttivo dell’Associazione magistrati della Corte dei conti, spiega al Corriere della Sera che «il controllo preventivo di legittimità è la cifra genetica delle funzioni svolte dalla Corte dei conti. Questo controllo ha la specifica copertura costituzionale. I costituenti vollero che esso fosse svolto da una magistratura speciale e specializzata, ossia la Corte dei conti, per evitare di immettere nell’ordinamento atti viziati. Gli studenti di giurisprudenza sanno di cosa parlo».

Cosa accadrà adesso

Adesso, spiega Briguori, «il Consiglio dei ministri potrà deliberare la richiesta del “visto con riserva” che sarà decisa innanzi alle Sezioni riunite della Corte di conti. È il rimedio previsto dall’ordinamento per questi casi». Infine, sulle polemiche con i giudici: «Mi addolora sentire queste affermazioni. I magistrati contabili sono chiamati a svolgere un ruolo essenziale a tutela della collettività: garantire, per ragioni solo tecniche, il corretto utilizzo dei soldi pubblici».

Open, October-31-2025

Sotto il vestito l'anima- Angelo De Pascalis

post by Stephy






Sai che c'è ?
C'è che voglio prendermi
ciò che mi spetta.
Voglio le emozioni che sogno.
I brividi a cui ho rinunciato.
Tutta quella follia
che ho negato a me stesso
per paura di perdere qualcosa...
mentre perdevo me...
e quella voglia di vivere
che sentivo dentro.
Adesso voglio desiderare...
Fregarmene...
Andare...
Voglio tornare da me... 
con l'anima piena di vento...
Il vento di una nuova passione

(2019 - ed. StreetLib)




lunedì 3 novembre 2025

Sotto il vestito l'anima - Angelo De Pascalis

Tpost by Stephy



Non amo mostrare le mie stanze a chiunque. 
Qui in pochi ti capiscono davvero.
Sento di essere stata maltrattata dalla vita,
ma nessuno ha mai sentito il mio lamento.
Solo la luna e il mare sanno delle mie lacrime.
La gente mi vede normale,
mentre conservo gelosamente la mia follia.
Mi piacciono le menti, quelle importanti.
Vivo di occhi, abbracci,pensieri.
Abito sogni che condivido solo con chi ne è degno.
Perché sognare insieme è intimo,
più intimo di una notte di sesso.
Sono fatta di passione
e sono anche tanto fragile.
Un'anima fragile
con la corazza da guerriera.

(2019 - ed. StreetLib)


sabato 26 gennaio 2019

Lolita - Vladimir Nabokov

post by Lalla



No, non hai capito niente.
Voglio che tu venga 
a vivere con me
e a morire con me
e tutto con me






venerdì 25 gennaio 2019

Assistenza tecnica - Nikolay Bulgakov

post by Penelope - Silvia Tarantino


- “Salve, come posso aiutarla?”
Cliente:
- “Ho pensato di installare di nuovo l’Amore.
Mi può aiutare?”
- “Certamente. Se è pronto, possiamo farlo adesso.“
- “Penso di si. Da che cosa inizio?”
- “Prima di tutto, apra il “Cuore”. Lo sa dove ce l’ha, il Cuore?
- “Si, ma posso installare l’Amore se lì ho anche altri programmi?
- “Quali programmi ha attivi?“
- “Eh, ho “I vecchi rancori”. “La bassa autostima”. “La delusione e la frustrazione”
- “I vecchi rancori” non sono un problema, l’Amore li sposterà gradualmente dalla memoria ma conserverà come i file temporanei. Lo stesso dicasi della “Bassa autostima”. Ma lei deve cancellare “La delusione e la frustrazione”, perché ostacolano installazione del programma.“
- “Ma non so come cancellarli.”
- “Allora, vada al menu Start e provi a cliccare il “Perdono”. Clicchi finché non si cancelleranno “La delusione e la frustrazione.”
- “Oh, ok! Ci sono. E’ iniziato, da solo, il download dell’Amore. E’ normale?”
- “Si, ma è un programma di base, l’upgrade finale aggiunge “Altri Cuori”.
- “Mi scrive “Errore. Il programma non funziona con i componenti interni.” Che significa?”
- “Significa che l’Amore già funziona con i componenti interni ma non è ancora nel suo Cuore. Per farlo, deve iniziare ad amare se stesso.”
- “Che devo fare?”
- “Clicchi su “Auto accettazione” e poi carichi i file “Auto perdono” ed “Essere consapevoli dei propri pregi e difetti”.
- “Fatto”.
- “Ora copi tutto nel “mio cuore” e il sistema provvede. Però deve cancellare a mano, da tutti i menu, “L’autocritica verbosa”, e svuotare il Cestino. Non carichi mai più “L’autocritica verbosa.“
- “Ci sono! Il “Mio Cuore si sta riempiendo di nuovi file. Vedo il “Sorriso”, “L’equilibrio dell’anima”. Succede sempre così?”
- “Non sempre, a volte serve più tempo. Un dettaglio solo: “L’amore” è un software gratuito.
Ma per farlo funzionare deve regalarlo agli altri e loro vi regaleranno le loro versioni.

giovedì 24 gennaio 2019

Donne con le "palle" - Angelo De Pascalis

post by Desdemona


Le Donne, quelle vere…
Non vogliono né boia né zerbino…
Vogliono uomini con le palle…
Uomini che sappiano anche piangere,
ma che facciano sorridere…
Uomini con cui litigare e farci pace…
Uomini che, se non sono d’accordo,
abbiano il coraggio di dirlo,
senza il deprimente contentino del “Va bene”
anche se non va bene per niente….
Uomini che sappiano comprendere,
ma sappiano anche spiegare…
Che sappiano emozionare senza pretese e,
soprattutto,
che lo facciano davvero,
con quello che sono e non con quello che vogliono far credere di essere.

Alle emozioni non puoi mentire - Angelo De Pascalis

post by Silvia Tarantino



Ma alle emozioni non puoi mentire,
le emozioni ti vengono a prendere,
passano attraverso le mura della ragione,
si insinuano nel profondo,
lasciano il loro profumo ovunque…
comunque…
meravigliosamente.




I portatori di bene - Angelo De Pascalis

post by Penelope



Ho un debole per la buona educazione.
Per la gentilezza.
Mi piacciono le persone umili.
Mi piacciono i portatori di bene.
Non è facile incontrarne.
Ma esistono.
E bisognerebbe tenerseli stretti...




Basta un'emozione - Angelo De Pascalis

post by Desdemona - Penelope



Oggi è un giorno qualunque.
Ma può diventare speciale.
Basta poco, in fondo.
Basta un'emozione.
Di quelle che ti durano
una vita ed oltre.




Dipende da te - Angelo De Pascalis

post by Penelope



Il buongiorno dipende da te.
Dai pensieri che indossi.
Dai sogni che metti nel tuo caffè.
Dalla cura con cui ti ripeti
Deve essere una "bella giornata" e
dalla tenacia con cui la difenderai...





Lenimento dell'anima - Angelo De Pascalis

post by Eugenia M


Non era solo istinto. E nemmeno solo cuore.
La mente. Era anche una faccenda della mente.
Quando ti prende una mente è meraviglioso.
Gli orgasmi mentali durano una vita

A. De Pascalis

Tutto piò cambiare - Augusten Burroughs

post by Mary Z.



Ho qualcosa dentro che mi fa andare avanti.
Credo sia qualcosa che ha a che fare con il domani,
con il fatto che c'è sempre un domani
e che quando arriva tutto può cambiare







Non render conto a nessuno - web

post by Stephy



Qualunque cosa tu faccia 
sarai sempre criticabile.
A questo punto, fa ciò 
che ti fa stare bene,
senza rendere conto a nessuno